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Agricoltura sociale come innovazione sociale. Il ruolo del Forum Nazionale dell’Agricoltura sociale

di: Martina Lolini, Cristina Dalla Torre, Elisa Ravazzoli

EyesReg, Vol.9, N.2, Marzo 2019


Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una diffusione del concetto di innovazione sociale, tanto nei dibattiti scientifici che nella pratica, in quanto strumento per promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile (Commissione Europea, 2010). L’innovazione sociale è definita come“la riconfigurazione di pratiche sociali in risposta alle sfide della società, al fine di accrescere il benessere sociale, con il coinvolgimento degli attori della società civile” (Polman et al., 2017). Questo concetto assai astratto si concretizza in iniziative che partono dalla comunità e determinano la creazione di nuovi modelli organizzativi e/o network, lo sviluppo di nuovi servizi.

Gli ambiti in cui tale concetto trova applicazione sono molteplici; tra questi, l’agricoltura sociale ne è un esempio. L’agricoltura sociale è definita come un modello di agricoltura innovativo, inclusivo, partecipativo e generativo che fornisce allo stesso tempo servizi ricreativi, educativi, e di assistenza (Di Iacovo e O’Connor, 2009). Il punto di partenza è la capacità intrinseca dell’agricoltura di generare benefici (servizi) per gruppi vulnerabili a rischio di esclusione sociale (Senni, 2005). Oggi l´agricoltura sociale assume un ruolo rilevante per lo sviluppo locale, soprattutto in seguito alla crisi dello welfare assistenziale, al calo progressivo delle risorse pubbliche investite nei servizi sociali, e alla crescente domanda di personalizzazione dei servizi socio-sanitari (Di Iacovo et al., 2014). In contesti caratterizzati da difficoltà nell´accesso ai principali centri di servizio, come le aree aree interne (Lucatelli, Carlucci, 2013; Barca et al., 2014) le pratiche di agricoltura sociale possono contribuire significativamente allo sviluppo del territorio (OECD, 2006). Attraverso il coinvolgendo delle imprese agricole e delle cooperative sociali, che collaborano con i settori pubblici della sanità e dei servizi sociali, l’agricoltura sociale diviene un motore di sviluppo. Essa permette alle comunità locali, soprattutto quelle rurali, di reagire alle sfide economiche, sociali e ambientali odierne verso un percorso di sviluppo autosufficiente (Bock, 2016).

Nel corso degli anni, le pratiche di agricoltura sociale si sono evolute in modo differente nelle regioni italiane sia rispetto alla loro diffusione (le esperienze più numerose sono nell’Italia Centrale rispetto al Sud e al Nord), sia alle attività proposte oltre al loro riconoscimento istituzionale e sociale. Cio, determina una situazione eterogenea del panorama italiano (Di Iacovo et al., 2006). Inoltre, nonostante i primi esempi italiani risalgano agli anni Settanta, la diffusione sull’intero territorio nazionale e la loro istituzionalizzazione come settore (L. 141/2015) sono avvenimenti relativamente recenti.

Il principale contributo all’organizzazione e legittimazione dell’agricoltura sociale è avvenuto all´inizio degli anni 2000 con l´attività della Rete delle Fattorie Sociali – www.fattoriesociali.it – (network specializzato nell’organizzazione, nell’educazione e nella formazione delle pratiche utilizzate in agricoltura sociale) e successivamente con l’istituzione del Forum Nazionale dell’agricoltura sociale nel 2011 – www.forumagricolturasociale.it.

Il Forum come esempio di innovazione sociale nell’ambito dell’agricoltura sociale

Tra i promotori dell’agricoltura sociale in Italia, il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale (FNAS) è l’attore che più di tutti ne ha favorito il riconoscimento, prima sociale e poi istituzionale.  La sua azione è stata ed è tuttora molto rilevante per lo sviluppo dell´agricoltura sociale in Italia e recentemente in Europa mediterranea. Il presente contributo ha la finalità di analizzare l’azione collettiva di condivisione delle esperienze e di cooperazione promossa dal Forum per diffondere il modello di agricoltura sociale in Italia.

Per l’analisi è stato scelto un approccio di ricerca di tipo qualitativo: i dati sono stati raccolti nell´aprile 2018 durante un focus Group a cui hanno partecipato 11 membri del Forum Nazionale. In questa occasione si è ricostruita la storia dell´organizzazione, dalla fondazione ad oggi, e si è discusso degli impatti generati. Successivamente, sono state condotte 8 interviste individuali in profondità ai principali attori che hanno partecipato alla costituzione del forum e che hanno svolto le prime attività (essi costituiscono il network). Inoltre è stata fatta una intervista ad un policy maker di rilievo nazionale per ottenere informazioni sul processo di formazione delle legge L. n. 141/15. Le informazioni raccolte sono stati trascritte e analizzate qualitativamente (Mayring, 2000). Nei seguenti paragrafi sono stati riportati frammenti dell´intervista selezionati a supporto dell´analisi condotta.

Il Forum è un’associazione senza scopo di lucro costituita con il fine di rappresentare i valori e le istanze comuni, promuovendo la diffusione di un modello di agricoltura sociale etico, solidale, rispettoso dell´ambiente e della persona e che favorisce l’incontro tra gli attori che operano nei diversi ambiti che rientrano in tale settore (servizi alla persona, promozione del prodotto agricolo, tutela dei lavoratori) (Statuto del Forum, 2011).

«Il Forum deve promuovere un nuovo modello di attività locale, economia, solidarietà, questioni che sono sancite dalla Carta dei Principi.» (Intervista 2)

Sin dalla sua costituzione, il Forum ha voluto assumere un ruolo di rappresentanza dei diversi e variegati soggetti attivi in agricoltura sociale, cooperative sociali, imprese agricole, organizzazioni di produttori, sindacati, fornendo consulenze e supporto. Esso si è voluto affermare come un soggetto super partes che, svincolandosi dai modelli classici di rappresentanza delle grandi corporazioni di associazioni e cooperative, fungesse da mediatore tra gli interessi del settore sociale e agricolo, valorizzando le esperienze concrete.

«Il Forum oggi è così: quando si vede chi partecipa, ci si rende conto che sono tutti rappresentanti dei principali settori che lavorano nel campo dell’agricoltura sociale, quindi non c’è una struttura rappresentativa. […] Il Forum porta l’esperienza […]. Lo fa in forme e realtà diverse e coinvolgendo diversi tipi di attori […]. È un raccoglitore, è un forum.» (Intervista 3)

Il contributo del Forum Nazionale è stato fondamentale per la diffusione dell´agricoltura sociale. Attraverso la creazione di una comunità di pratica (Wenger, 2006), sono state “raccolte” differenti esperienze di agricoltura sociale in Italia, e raggruppate realtà economiche (e.g. piccole imprese, le associazioni e le cooperative sociali) impegnate nell’agricoltura per l’inclusione sociale e lavorativa dei soggetti a rischio di esclusione. Inoltre, la capillarità e il raggio di azione del forum, presente aidiversi livelli amministrativi (locale, reginale e provinciale) è stato un ulteriore strumento di diffusione del modello di agricoltura sociale. Infatti, fin dalla sua nascita il Forum ha promosso la formazione di Forum Regionali (in Sicilia, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, ecc…). Queste reti, composte direttamente da cooperative e imprese dell´agricoltura sociale, senza intermediari ne rappresentanti, hanno valorizzato la partecipazione diretta dei soggetti coinvolti nell’agricoltura sociale, marcando il legame diretto con il territorio.

«Un grande risultato per noi è stata la capillarità che abbiamo sviluppato sui territori, un aspetto in cui altre reti non hanno avuto successo. E grazie a questa capillarità siamo riusciti a creare una piattaforma comune di valori sull’agricoltura sociale e abbiamo ritenuto molto importante diffondere tale piattaforma nei territori.»  (Intervista 7)

Infine il Forum ha contribuito attivamente al riconoscimento istituzionale dell’agricoltura sociale, intessendo rapporti con le Istituzioni e collaborando attivamente alla stesura della legge nazionale del 2015 (L. n. 141/15). Attraverso i Forum Regionali, esso ha anche collaborato alla stesura di leggi regionali (in Campania 5/2012, Friuli-Venezia Giulia 7/2018, Puglia 9/2018), che hanno legittimato l’agricoltura sociale come modello di welfare alternativo ai servizi socio-sanitari istituzionalizzati (Dell’Olio et al., 2017).

«Noi siamo stati i portavoce di una visione. Il fatto che i politici parlino il nostro linguaggio e utilizzino la nostra terminologia per noi è un indicatore che stiamo andando nella giusta direzione, qualitativamente e quantitativamente. Abbiamo saputo incidere dal punto di vista culturale, su un modello di produzione culturale, di welfare, di prodotti agricoli.» (Intervista 5)

Il modello di agricoltura sociale promosso dal Forum è l’espressione di un nuovo modo di comunicare la cura per il territorio che prevede il coinvolgimento di un insieme di attori tra cui non più solo le istituzioni pubbliche, ma anche le cooperative sociali, le imprese private e la cittadinanza in senso ampio. Si assiste ad un processo di co-produzione innovativa dell’agricoltura sociale. Dando voce alle realtà ed esperienze concrete e favorendone lo scambio a livello nazionale, il Forum è riuscito a scardinare le lobby corporativiste di rappresentanza degli interessi, riconfigurando la partecipazione e la definizione del modello dell´agricoltura sociale. Al centro del processo di innovazione sociale promosso dal Forum c’è la capacità di mobilizzare un grande numero di attori locali nella ricerca di soluzioni innovative in risposta ai bisogni sociali. Mediante la costruzione di nuove reti di relazioni tra le comunità locali, i consumatori, gli operatori socio-sanitari e le istituzioni, il Forum contribuisce ad offrire servizi innovativi e a dare nuova visibilità alle attività agricole, valorizzando il capitale sociale dei territori. L’agricoltura sociale diventa così la concretizzazione di progetti di welfare generativo, che mira a promuovere pratiche per uno sviluppo trasversale del territorio sostenendo la crescita, le competenze e le professionalità di coloro che sono a rischio esclusione sociale (Giarè, 2018).

Martina Lolini, Cristina Dalla Torre, Elisa Ravazzoli, EURAC Research Bolzano


Bibliografia

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www.forumagricolturasociale.it

www.fattoriesociali.it

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