Sfide e potenzialità di una rivista scientifica on-line: Urbanistica Tre

di: Sara Caramaschi, Nicola Vazzoler

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

 

Urbanistica Tre (U3) è una rivista scientifica on-line ad accesso libero che si interessa dello studio, della progettazione e della costruzione di città e territori, dando voce e spazio a idee, ricerche ed esperienze che raccontano della loro produzione collettiva. U3 utilizza un approccio multidisciplinare che restituisce visioni molteplici e plurali, aperto cioè alla condivisione e alla contaminazione dei saperi, che si allontana dal tradizionale rapporto che si instaura fra una rivista di settore e il suo pubblico, ponendo in essere un nuovo modo di essere (e di fare) editoria. U3 ha scelto una formula dai contorni sfumati, ma non per questo di minore qualità.

Fondata nel 2003 per rendere conto delle attività del già Dipartimento di Studi Urbani di Roma Tre, nel 2012 cambia approccio e si apre a contributi esterni: con la direzione di Giorgio Piccinato, un comitato scientifico internazionale e una redazione alimentata da docenti, giovani ricercatori e dottorandi, la rivista ha aggiornato strategie editoriali, veste grafica e logiche di comunicazione. Da subito ha investito sulle possibilità offerte dall’ ‘online’ che hanno permesso il cambiamento e la diffusione capillare dei contributi e la crescita dei contatti, annullando o assorbendo alcune spese che normalmente pesano sui bilanci delle riviste cartacee.

U3 vive quindi sul web: il sito, piattaforma di tutti i contenuti prodotti, dà la possibilità a lettori e autori di leggere le rubriche, scaricare (parzialmente o totalmente) in formato pdf i quaderni o sfogliarli attraverso ISSUU (www.urbanisticatre.uniroma3.it); i canali social, grazie a un uso attivo e attento, hanno costruito una rete di relazioni e rapporti con potenziali autori e lettori. È da qui che arrivano nuove proposte di contributo o curatela, alimentando le rubriche e i quaderni, sezioni di U3 registrate con due diversi codici ISSN. Nelle rubriche [1] trovano spazio contributi di varia natura restituiti sotto forma di testo breve, audio, video o galleria fotografica, strumenti diversi ma comunque utili per affrontare la complessità della città contemporanea. È una sezione che permette ai lettori una facile, diretta e continua consultazione, visto anche il numero limitato di battute richiesto (max 10.000), mentre agli autori una veloce pubblicazione, preceduta da referaggio redazionale. I quaderni, invece, hanno uscita tri-quadrimestrale, sono tematici e curati da uno o più responsabili [2]. Dal 2016 la scelta di sostenere i processi di double-blind peer review, che prima era completa responsabilità della redazione, ha dilatato i tempi di referaggio garantendo però un controllo più elevato sulla qualità dei contributi e dando a U3 la possibilità di richiedere, in futuro, l’accesso alla Classe A.

 

Figura 1. il sito di U3

Il lavoro sui canali social (Facebook e Twitter) permette di comunicare e stringere legami con potenziali lettori e autori, diffondendo notizie utili e informazioni inerenti ai temi della rivista. Questo utilizzo dei social media e dei social networks ha permesso a U3 di aprirsi verso l’esterno, attirando l’interesse di docenti, ricercatori, dottorandi, autori di tutto il mondo. A questo decisivo cambio di rotta è seguito un necessario adeguamento delle strategie e dei processi interni. È così che è stato testato con successo l’utilizzo di call for paper e call for cover, avvicinando la rivista alle richieste e alle necessità di curatori e autori e aprendosi con flessibilità alle diverse proposte. Una volta seguite le regole di base (guidelines), U3 non pone limiti, anzi è attenta a cogliere eventuali modifiche che possono venire dai curatori (nuove modalità di approccio ai temi trattati o di rapporto con gli autori; chiamata diretta o call; ecc.) o dagli autori delle rubriche (pubblicazioni a puntate; materiali digitali; ecc.), trovando un equilibrio tra scelte personali e necessità redazionali.

 

Figura 2. i quaderni di U3 pubblicati

 

Come per altre riviste online ad accesso libero, anche U3 crede che la qualità di un prodotto sia nel suo apporto alla comunità e nella sua capacità di generare dibattiti e/o nuove linee di ricerca scientifica. L’accesso immediato al contributo non incide sulla qualità che, invece, dipende da fattori esterni alle modalità di pubblicazione e/o comunicazione ed è qui garantita da strategie e politiche redazionali. La finalità divulgativa e la qualità scientifica sono, devono e dovrebbero sempre essere compresenti, perché un tema che ha un interesse scientifico deve poter essere letto, condiviso e usato dalla comunità di riferimento. La comunità scientifica è certamente il nostro target, ma da essa non vogliamo dipendere e/o limitarci ad essa: U3, nonostante l’affiliazione dipartimentale, rivendica la propria indipendenza nella scelta e nella produzione dei contenuti, nella costruzione della rete di interlocutori con cui interfacciarsi e del pubblico fruitore dei prodotti online. Negli anni, questo pubblico è cresciuto notevolmente, arrivando a superare le barriere prettamente accademiche e abbracciando utenti interessati ai temi che riguardano la città ma non professionalmente a essa legati. La redazione monitora annualmente l’attività del proprio pubblico (numero di accessi alle pubblicazioni, visualizzazioni sui social, tempi di lettura, followers, ecc.) attraverso i dati statistici forniti da Google analytics, ISSUU, insights di Facebook e Twitter. I dati tornano utili per capire come meglio utilizzare le piattaforme in uso (orari di pubblicazione, linguaggi più appropriati, ecc.) e quali sono le più performanti, non tanto per abbandonare una strada per altre più facili da percorrere, ma piuttosto per migliorare il lavoro redazionale e concentrarsi su quelle meno battute.

Se escludiamo la sua natura online e ad accesso libero, U3 non si allontana di molto dalle riviste scientifiche tradizionali. La produzione di contenuti ad alto livello scientifico e la certificazione di un processo di referaggio e pubblicazione di qualità portano il giornale a essere più simile a una rivista cartacea che a uno dei tanti prodotti disponibili su web (per esempio i blog). Tutti i contributi hanno, infatti, una lunghezza e un linguaggio consoni, oltre a un approccio alla materia scientifica richiesto e specificato dalle guidelines. Ciò che differenzia U3 dalle riviste scientifiche cartacee è il formato finale, il facile accesso e la velocità di pubblicazione: terminato il processo di referaggio e la conseguente preparazione del prodotto, avviene la pubblicazione online e la sua diffusione.

Dal momento che i costi dei servizi di stampa sono assenti e quelli di avvio e manutenzione del sito sono sostenuti dal Dipartimento di Architettura di Roma Tre, per il resto l’attività volontaria e responsabile dei membri della redazione garantisce la vera sopravvivenza e l’effettiva crescita della rivista: tutti i rapporti con i curatori dei quaderni e gli autori delle rubriche, la grafica, la gestione quotidiana del sito, la comunicazione e l’editing sono supportati dal costante lavoro, per nulla semplice o scontato, di un piccolo gruppo attivo di persone. La mancanza di un concreto sostegno economico, utile per esempio a garantire servizi professionali di grafica o di supporto alla comunicazione, ha obbligato a soluzioni che garantissero la sopravvivenza – e la crescita – della rivista con le sole forze della redazione. Se fino a gennaio 2017 la struttura redazionale era prettamente orizzontale, dove ogni membro era chiamato a svolgere ogni attività, l’aumento di interesse sui contenuti prodotti, la rete di rapporti da gestire, la necessità di mantenere alti profilo e qualità dei servizi, l’uso quotidiano e strutturato dei social network, i processi di double-blind peer review e nuove attività (come le media partnership) hanno spinto la redazione a riorganizzarsi, ampliandosi e garantendo uno scambio più equo e strutturato delle attività [3]. È evidente che una rivista scientifica che si autoalimenta del volontariato dei suoi redattori e si prefigge di svolgere servizi utili ad un pubblico sempre più vasto attraverso la produzione e la fruizione di contenuti gratuiti e di elevata qualità, vive una condizione di equilibrio precario: non appena un piccolissimo ingranaggio dovesse smettere di muoversi correttamente l’intero sistema potrebbe crollare sotto il peso delle responsabilità prese.

Questo contributo esce in un momento delicato, dove U3 ha raggiunto un livello tale per cui non può permettersi un ritorno allo stadio iniziale, ma piuttosto avviare processi che permettano il raggiungimento di nuovi obiettivi: forti della riorganizzazione interna, siamo alla ricerca di modalità di comunicazione e accesso ai contenuti prodotti, sostenuti sempre dal web, così da incamerare fondi da reinvestire nella rivista (grafica, marketing, sito, ecc.), mantenendo quello che proponiamo da anni ai nostri autori e ai nostri lettori e dando una maggiore stabilità al lavoro redazionale.

Sara Caramaschi e Nicola Vazzoler, Roma Tre Università degli Studi

 

Note

[1] Approfondimenti sulle ricerche in corso o concluse (Focus), Interviste (Dialoghi) appunti, resoconti di viaggi, di scambi ed esperienze di ricerca all’estero (Viaggi) recensioni e ri-letture di testi (Letture), riflessioni sulla città a partire dalle sue rappresentazioni (Immagini &Video) resoconti di convegni, seminari, mostre (Cronache) approfondimenti su specifiche parole (Lessico).

[2] Ad oggi sono stati pubblicati undici quaderni ed è avviata la costruzione di cinque numeri. I temi trattati in questi anni vanno dallo studio dell’abusivismo romano alla comprensione dei cambiamenti climatici, dal social housing in Italia allo spazio pubblico, dalle migrazioni alle ricadute della crisi globale su città e territori.

[3] Editor: Giorgio Piccinato; Editor in chief: Nicola Vazzoler; Secretary: Francesca Porcari Editorial staff: Simone Ombuen, Anna Laura Palazzo, Lucia Nucci; iQuaderni: Elisabetta Capelli, Sara Caramaschi, Lorenzo Barbieri; Rubriche: Flavio Graviglia; Social e comunicazione: Viviana Andriola, Domenica Bona; Graphic design: Janet Hetman.

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