Planum: sperimentare contenuti e linguaggi sull’urbanism contemporaneo

di: Giulia Fini

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

Planum. The Journal of Urbanism (http://www.planum.net) è una rivista scientifica on-line internazionale e costituisce l’elemento principale di una realtà articolata in diversi soggetti: la rivista, l’Associazione Planum, il marchio editoriale Planum Publisher e la piattaforma web.

Di proprietà dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), la rivista è gestita dall’Associazione Planum, un’associazione indipendente che ne promuove la realizzazione e si occupa della costruzione delle condizioni affinché, da oltre 17 anni, l’attività si possa sviluppare in modo continuativo (1). Planum ha rappresentato in passato una realtà originale e pioniera nel mondo delle riviste scientifiche: è stata tra le prime riviste nel campo dell’architettura e dell’urbanistica a essere, sin dalla sua fondazione, completamente online, gratuita e dotata di ISSN, differenziandosi sia dai blog sia dalle piattaforme di informazione che stavano nascendo nello stesso periodo (la fine degli anni ’90). Costituisce oggi una realtà radicata e conosciuta nel mondo accademico, ma anche aperta a sfide future su diversi fronti: quello delle riviste scientifiche, dei progetti editoriali autonomi, delle forme di dissemination accademica o di divulgazione più ampia.

 

Il progetto originario e la sua evoluzione

Ripercorrere la storia della fondazione di Planum è utile per chiarire quali erano gli obiettivi originari del progetto, riguardo all’evoluzione della rivista e all’attuale e diversificato panorama di riviste scientifiche online.

L’idea della fondazione di Planum nasce a Roma nel 1997, nel corso della seconda Biennale degli Urbanisti Europei e si concretizza nel 2000, a seguito di un finanziamento della Comunità Europea (il Ten Telecom DG XIII) che ne permette materialmente l’avvio (si vedano, sulla fondazione e sulla prima fase di attività: Gabellini 2003; Elisei, Ginocchini, Dietrich 2003; Cimato e Nobili, intervista a Elisei, 2004).

Il nome originario – Planum. The European Journal of Planning on line – restituiva la “mission” culturale del progetto: fondare una rivista web e una piattaforma digitale che fossero il luogo virtuale di scambio delle diverse culture nazionali europee dell’urbanistica e del planning. Una rivista di riviste in grado di proporre contributi originali e dove fosse possibile consultare indici e testi selezionati dalle principali riviste di settore (2). È interessante che il “progetto Planum” non nasca come estensione di una rivista cartacea o di una testata maggiore, oppure per utilizzare le potenzialità del web a seguito della crisi dell’editoria (es: i costi contenuti, lo spazio illimitato, la maggiore flessibilità di gestione delle pubblicazioni, etc.). Alla base vi è invece un progetto culturale dove il web, inteso come “piazza virtuale”, facilmente accessibile, era considerato lo strumento più idoneo alla sua realizzazione.

Nel corso dei primi 10 anni di attività di Planum alcuni importanti elementi di continuità sono stati il carattere internazionale del progetto e la sua dimensione di piattaforma di contenuti prima richiamati. Questi aspetti sono ben testimoniati dall’evoluzione dei soggetti istituzionali che hanno fatto parte dell’Associazione Planum nel corso dell’attività; dai 20.760 iscritti alle Newsletter (estremamente diversificati dal punto di vista culturale/professionale e delle nazionalità presenti, ed esito di una ricerca dei destinatari più rappresentativi); dall’archivio di articoli e documenti, espressione di una rete di autori e lettori che va ben oltre la rete strettamente redazionale.

Più recentemente, alcuni fattori hanno condotto ai cambiamenti degli ultimi anni: il panorama mutato delle tecnologie e delle riviste on-line; l’aumento dei luoghi e delle occasioni di confronto a livello internazionale; soprattutto la volontà di chiarire nuovamente il progetto culturale alla base di Planum. Nel 2011, il nome cambia in Planum. The Journal of Urbanism, un passaggio a cui corrisponde anche una profonda ristrutturazione del sito originario; nel 2014 viene istituita la Planum Publisher, marchio editoriale della Associazione Planum (a seguito delle crescenti richieste di realizzazione di prodotti editoriali); infine nel 2017, vi è la costituzione del nuovo comitato scientifico internazionale e una riorganizzazione della redazione, nuovamente focalizzata sul progetto editoriale (3).

Il nuovo nome, incentrato sulla parola urbanism riflette l’orientamento e il campo di lavoro attuale: presentare riflessioni e materiali che uniscano gli approcci e le pratiche legate al “design” (urban design; city design, etc.) con quelle del “planning” (urban, regional, spatial, etc.), in relazione a processi e a contesti insediativi che pongono problemi nuovi e urgenti. Il termine “attesta la dimensione conoscitiva, accanto a quella operativa, nello studio e nell’interpretazione dei fenomeni urbani” (Gabellini, 2010: 54). Si tratta di un termine ibrido, un neologismo, che nella sua originalità era stato scelto dal Direttore per marcare la dimensione sperimentale, all’incrocio di tradizioni, della cultura urbanistica che Planum rappresenta sin dalla sua fondazione. Un termine che, con buon auspicio, ha avuto in seguito una fortuna crescente, affermandosi definitivamente nella letteratura internazionale.

 

Figura 1: la home page di Planum. The Journal of Urbanism

 

L’articolazione della rivista e il monitoraggio del sito

Planum, raggiunti i 17 anni di attività, si articola in quattro sezioni distinte (che hanno cambiato natura o sono mutate nel corso degli anni) e in due progetti specifici. Anzitutto il “Magazine”, il cuore della rivista, che ospita contributi scientifici inediti e originali. I contributi possono essere pubblicati singolarmente, essere parte di un servizio tematico con curatore, oppure appartenere a specifiche rubriche, anche esse con curatore e implementate con una certa regolarità (4). La sezione “News & Call” presenta una selezione di notizie di conferenze, seminari, call for papers, bandi e premi, prevalentemente legati ai soci dell’Associazione ma non solo. All’interno di “Books” si trovano brevi presentazioni e materiali illustrativi di volumi nazionali e internazionali, scelti dalla Redazione o segnalati dagli autori; la sezione “Journals” è composta dagli indici delle riviste ospitate e dai materiali accessori in download, come le copertine o gli abstract in inglese dei singoli numeri. Inoltre sono disponibili le collezioni complete di riviste importanti, quali Urbanistica e Spazio e Società.

A queste sezioni principali si sono aggiunti più recentemente “Ibidem. Le letture di Planum”, il supplemento di recensioni, e lo spazio della “Planum Publisher”, con la produzione di volumi del marchio editoriale dell’Associazione. E’ sempre possibile, collegare fra loro i materiali della stessa sezione, di diverse sezioni o di archivio, costruendo così montaggi inediti, per relazioni di contenuto, per autore o per parole chiave.

 

Figura 2: un esempio della sezione “Magazine”: il n. 31, II semestre 2015

Il monitoraggio degli accessi e della consultazione dei materiali è tracciato tramite Google Analytics. Si tratta di uno strumento utile che è stato molto utilizzato in passato per comprendere i comportamenti dei lettori: conoscere le parti della rivista che suscitavano maggiore interesse e osservare l’attività “da fuori”, (anche con alcune sorprese). E’ stato utilizzato per testare la crescita o il calo dei lettori durante i periodi di attività redazionali o stagionali; comprendere il ruolo dell’invio delle Newsletter come elemento cruciale, in prossimità delle quali, si verifica un vero picco di accessi al sito. Attualmente le statistiche mensili si assestano intorno alle 5.319 sessioni, 4.062 utenti, 9.788 visualizzazioni di pagina, con un leggero calo rispetto al passato, dettato da diverse scelte e organizzazione del lavoro redazionale.

Più recentemente, abbiamo sperimentato un passaggio dal monitoraggio degli accessi al sito a quello delle interazioni sui social network, che restituiscono un quadro parziale ma altrettanto significativo e dinamico del rapporto con i lettori. I social network, sembrano ora rappresentare una delle principali vetrine per i contenuti e per lo spirito della rivista, con una rete di 2.850 followers su Facebook; 460 su Twitter, 670 su Issuu e 100 su Vimeo (questi ultimi, due social network specifici, non generalisti).

 

Figura 3: il monitoraggio tramite Google Analytics riporta le sessioni nel periodo set. 2011-mag. 2017 e i totali delle sessioni, utenti, visualizzazioni di pagine, etc.

 

 

Il modello di comunicazione scientifica

La natura ibrida di Planum (rivista scientifica e piattaforma articolata) amplifica le possibilità di costruzione dei contenuti, oltre le tempistiche e i formati standard a cui siamo abituati con le riviste accademiche e cartacee. Se ci soffermiamo in particolare sulla sezione “Magazine”, alcune peculiarità del modello di comunicazione scientifica sono: a) una forte ibridazione dei linguaggi verbo-visivi; b) la grande flessibilità nella costruzione dei contenuti e nei formati degli articoli, che possono essere adattati ai contenuti, al linguaggio o agli obiettivi di ciascun autore; c) un’attenzione costante alla grafica e alla comunicazione visiva, che la Redazione ritiene fondamentale per una rivista di urbanistica, in grado di restituire esperienze e i relativi materiali illustrativi-documentali.

Più in generale, osservando la presenza di materiali differenziati nelle sezioni, sono peculiarità di Planum d) la sua implementazione costante (i lettori possono consultare le sezioni aggiornate in momenti diversi, un aspetto che è stato importante per sviluppare la fedeltà e il riconoscimento della testata nella comunità accademica) ed e) la possibilità, di coniugare informazione scientifica e divulgazione, intercettando un pubblico tradizionalmente accademico, ma anche studenti, tecnici del settore, lettori generalisti interessati ai temi delle trasformazioni della città e del territorio.

 

Un esempio delle pubblicazioni della Planum Publisher, giugno 2017

Bonfantini G. Bertrando (a cura di, 2016),

 

Le sfide su cui lavorare

Le grandi potenzialità espressive e di contenuto di uno strumento come Planum rappresentano una sfida continua per il gruppo di redazione, ma presentano anche alcune fragilità che è necessario supervisionare. Per esempio, in alcune occasioni è emersa una certa difficoltà del lettore, ma anche degli autori, a orientarsi fra i materiali della piattaforma e a riconoscere con chiarezza i contenuti e i formati del “Magazine”: un aspetto che è invece cruciale per attrarre articoli scientifici, da autori giovani e maturi. La stessa possibilità d’implementazione continua della piattaforma, sopra richiamata, talvolta sembra oscurare la dimensione cadenzata, riflessiva, propria di una rivista scientifica.

Queste fragilità, emerse e comprese con maggiore chiarezza durante l’attività, aprono alle sfide attuali della redazione. Dopo anni di sperimentazioni (dal punto di vista dei processi di pubblicazione, dei linguaggi e dei contenuti) ci si propone oggi una più stringente semplificazione e ripetizione dei formati; una calendarizzazione più rigorosa dei contributi del “Magazine”, insieme all’esibizione dei processi di peer-review già in corso. Altri obiettivi da perseguire sono l’indicizzazione degli articoli in database internazionali e il miglioramento della reperibilità dei materiali dell’archivio (possibilità che apre a montaggi inediti e riletture dei materiali passati).

Dal punto di vista dei contenuti, ci si propone un lavoro di selezione più rigoroso degli articoli del “Magazine”, non solo provenienti dal mondo variegato che costituisce la rete già consolidata di Planum, ma attraverso le scelte tematiche della redazione, il consolidamento delle rubriche, i servizi monografici e lo strumento delle call. La recente costituzione del comitato scientifico internazionale, che contribuisca a sviscerare i temi dell’urbanism in contesti e secondo approcci differenziati, si colloca in questa prospettiva (5).

In questo quadro, la posizione di Planum, come quelle di altre riviste scientifiche online, è quella di non avere alle spalle un editore nazionale o internazionale (si pensi al dibattito che vi è oggi rispetto alle politiche editoriali degli editori internazionali quali Routledge, SAGE, Wiley, etc.) ma di essere un soggetto indipendente, con alcuni legami istituzionali privilegiati che fanno capo all’Associazione. Si tratta di una condizione di oggettiva difficoltà nel mantenere l’attività ma che permette anche una grande libertà espressiva e un’autonomia preziose a livello disciplinare, che speriamo siamo riconosciute anche come valore nella produzione di riviste e per la circolazione dei contenuti.

Dopo anni importanti di sperimentazione e di allargamento delle reti, l’obiettivo generale è ora quello di consolidare la riconoscibilità e la qualità dei contenuti di Planum nella comunità scientifica, come testata di alto livello, senza tuttavia perdere le peculiarità di linguaggio e tematiche costruite nel percorso della rivista.

Giulia Fini, Vice-direttore, Politecnico di Milano – DAStU

 

 

Note

(1) Le informazioni sull’Associazione Planum sono disponibili sul sito della rivista, all’interno della sezione “Planum Association”. Sono indicati i soci attuali e i soci passati, secondo una composizione che mostra le dimensioni del progetto originario e la sua evoluzione.

(2) Le riviste parte del progetto erano: Raumplanung, Urbanistica, Sociedade e Territorio, Town Planning Review (primo gruppo) a cui si sono aggiunte Ciudades, Disp, Jahrbuch Stadtemeuerung, Planerin e Spazio e Società. Parte di questi indici sono tutt’ora consultabili nella sezione “Journals”.

(3) La redazione attuale (luglio 2017) si compone di Patrizia Gabellini (Direttore), Giulia Fini e Andrea Di Giovanni (Vice-direttori), Cecilia Saibene (Capo-redattore), Paola Piscitelli (Redazione): a questo gruppo si aggiungono i collaboratori di progetti specifici e i tirocinanti. La composizione delle passate redazioni è indicata nella sezione “About” (e in particolare il gruppo di lavoro del periodo 2011-2014: Marina Reissner, Claudia Botti, Salvatore Caschetto). “Ibidem. Le letture di Planum” è curato da Luca Gaeta, Francesco Curci e Laura Pierantoni. La redazione ha sede presso il DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politenico di Milano. Per la composizione del comitato scientifico, si veda la nota 5.

(4) Alcuni esempi di rubriche sono: “Diary of a Planner”, curata da Bernardo Secchi dal 2002 al 2005, “Peripheries curata da Marco Cremaschi, “Una finestra sulle città del Brasile” curata da Marco Mareggi, “Urban Planning Movies Archive” curata da Leonardo Ciacci, etc. Le rubriche si riferiscono a progetti specifici della rivista.

(5) Il comitato scientifico internazionale è composto da Francesco Bandarin, (Unesco), Luis Basabe Montalvo (ETSAM-UPM, Madrid), Luca Bertolini (UvA Universiteit Van Amsterdam), Marco Cremaschi (SciencesPo, Parigi), Frank Eckardt (Bauhaus-Universität Weimar), Nick Gallent (UCL, Bartlett School of Planning), Marius Grønning (Norwegian University of Life Sciences), Joerg Knieling (HafenCity Universität, Hamburg), Carlos Llop (Universitat Politècnica de Catalunya), Ali Madanipour (Newcastle University), Gabriele Pasqui (Politecnico di Milano), Paola Viganò (Università IUAV di Venezia).

 

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