EyesReg: le scienze regionali nel web tra divulgazione e dialogo con le istituzioni

 

di: Dario Musolino, Paolo Rizzi

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

 

L’esperienza di EyesReg ha inizio nel maggio 2011, quando l’allora Direttivo dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali (AISRe) (1) chiede a un gruppo di regionalisti (2) di fondare una nuova rivista che avesse come obiettivo la creazione di un luogo virtuale di discussione, confronto e dialogo tra comunità scientifica e istituzioni, policy-maker e “addetti ai lavori”. Un luogo agile, moderno, in cui i regionalisti potessero veicolare in modo più divulgativo, efficiente ed efficace risultati scientifici e raccomandazioni di policy, e in cui gli attori istituzionali pubblici e privati – e, più in generale, tutti i potenziali lettori – potessero recepirli meglio, a loro volta interagendo.

La mancanza di un simile strumento nel mondo delle scienze regionali in Italia rappresentava un’esigenza chiaramente identificabile. E, non a caso, sia pur con delle criticità, l’esperimento sta oggi sostanzialmente funzionando, e si è consolidato nel tempo.

 

La strategia editoriale: obiettivi e strumenti   

Tre sono gli obiettivi di fondo della rivista, le sue ragioni d’essere:

  • Aprirsi, diffondere e far circolare conoscenze in campo regionalistico presso un pubblico molto più ampio e diversificato (policy-maker, ricercatori non universitari, stakeholder, ecc.) rispetto a quello di una rivista scientifica tradizionale, attingendo a sua volta da un bacino di contributori altrettanto aperto, non necessariamente limitato agli accademici.
  • Stimolare un dibattito più veloce, intenso e vivace di quello della stampa su carta, grazie ai tempi rapidi e alle potenzialità di interazione del web.
  • Disporre di un supporto che permetta di raggiungere l’attenzione dei policy-maker in tempi utili affinché le proposte possano essere prese in considerazione.

In questa logica, la rivista ha assunto una cadenza bimestrale e un taglio di discussione e divulgazione scientifica, con articoli relativamente brevi e agevolmente comprensibili. La gratuità della rivista, liberamente accessibile da chiunque, l’immediata fruibilità dei singoli contributi sin dal momento dell’accettazione definitiva e la possibilità di commentare gli articoli pubblicati, costituiscono inoltre le principali scelte editoriali strategiche.

Lo scopo ultimo è che ogni articolo sia in grado di raggiungere e suscitare attenzione e interesse nello studioso, come nel policy-maker e nel pubblico più in generale.

La rivista si pone di fatto a metà strada tra due modelli standard di comunicazione: non è un blog, poiché non gestisce un flusso continuo di articoli e interventi non sottoposti a procedure standard di valutazione scientifica; ma non è neanche una rivista scientifica in senso stretto, poiché ha un taglio divulgativo e adotta un sistema di valutazione più snello di articoli brevi.  A differenza di una rivista puramente accademica, vengono inoltre privilegiati contributi dai contenuti rilevanti in termini di policy, piuttosto che contributi di teoria o analisi pura. Nello stesso tempo, però, a differenza di un giornale o un blog, non si pubblicano articoli non supportati da solide argomentazioni scientifiche e tutti i contributi devono passare attraverso un processo di referaggio anonimo (la rivista ha ISSN ed è presente nella lista delle riviste scientifiche ANVUR).

La forte attenzione alla dimensione “politica” delle scienze regionali non equivale all’assunzione di una “linea”, né di fondo, né tantomeno su specifici temi. La rivista infatti cerca di fungere da terreno neutrale di discussione e dibattito, ospitando articoli che esprimano anche posizioni fortemente divergenti, che possano suscitare confronti, anche netti, tra le diverse visioni delle politiche territoriali e nazionali. Da parte della Redazione, ci si “limita” a un editoriale annuale, a volte di bilancio e prospettiva sulla stessa rivista, a volte di riflessioni bird’s eye view sulle dinamiche della disciplina e della comunicazione scientifica nel campo.

 

Parole-chiave: interdisciplinarità, apertura e autonomia.

L’interdisciplinarità è una delle parole chiave per comprendere l’esperienza di EyesReg, che ne innerva gran parte dei passaggi. E che evidentemente si lega alla natura stessa delle Scienze Regionali, per “costituzione”, interdisciplinari.

Territorialisti, urbanisti, economisti, geografi, sociologi, politologi, ecc.: la varietà degli “specialisti” che negli anni hanno contribuito alla rivista è ampia e consistente. E la stessa Redazione della rivista, in funzione di questo aspetto, è formata da un mix di geografi, territorialisti ed economisti, che peraltro operano pariteticamente (non esiste la figura del Direttore) (3). Gli approcci, le metodologie, i linguaggi, che ciascuna disciplina esprime, nella logica della rivista devono essere il più possibile diversi, senza barriere, né preferenze.

Una tale apertura disciplinare non può che estendersi anche ad altre dimensioni, come le tematiche trattate, gli ambiti geografici e istituzionali di riferimento, e le generazioni coinvolte.

La rivista è costantemente attenta a monitorare, sondare e proporre nuovi temi rilevanti, attuali, che le frontiere della ricerca (in ambito regionalistico e non), e la stessa mera realtà, propongono. L’agricoltura urbana, i big data, la dimensione territoriale dei comportamenti illegali e criminali, la fusione dei comuni, la dimensione territoriale delle discriminazioni per orientamento sessuale (tema mai affrontato prima in ambito AISRe) sono solo alcuni degli innovativi temi via via affrontati in EyesReg negli ultimi anni.

E la rivista, poiché appunto focalizzata sullo sviluppo regionale, è attenta anche ad aprirsi, e a non trascurare alcun contesto territoriale. Mezzogiorno, aree interne, città metropolitane, aree alpine, aree insulari, ecc. Nessun ambito territoriale viene messo in secondo piano, o tantomeno privilegiato, nel menabò della rivista. E nessun contesto geografico viene trascurato o privilegiato quando si fa riferimento alla provenienza degli autori dei contributi che si ricevono: si cerca, in altre parole, di dare spazio anche alle voci più “deboli” e “distanti”.

In questo senso, la rivista cerca anche di interloquire con ambienti istituzionali diversi e non scontati (negli anni, tra gli extra-accademici, hanno contributo non solo cosiddetti policy-maker, ma anche rappresentanti di associazioni di categoria, consulenti individuali, ecc.), e di dare spazio e voce alle nuove generazioni di ricercatori e studiosi.

Certamente, per essere aperti in senso disciplinare, tematico, geografico, ecc. un ingrediente indispensabile è l’autonomia. La redazione di EyesReg agisce su mandato del Direttivo AISRe, che però non entra nel merito delle scelte editoriali e operative. EyesReg accoglie e valuta, senza preclusioni, anche contributi di membri del Direttivo e soci (a valle per esempio dello svolgimento della Conferenza annuale), collabora con SR-Scienze Regionali, informa su eventi associativi rilevanti, ma è indipendente nella scelta e nella selezione dei contenuti, e nel perseguimento della propria strategia editoriale.

 

I “primi” bilanci

Dal 2011 sono stati pubblicati oltre 210 articoli con circa 330 autori coinvolti, ed un numero medio di articoli per numero in aumento, da sei fino a otto. Come si vede dai grafici che seguono, il numero di visitatori e pagine è in costante aumento, e nel 2017 ha raggiunto rispettivamente un livello medio mensile di circa 6mila visitatori unici e 100mila pagine, quintuplicando di fatto i dati del primo anno. In totale, a Luglio 2017 si registravano oltre 200mila visitatori unici, e quasi 2,3 milioni di pagine visualizzate.

Negli anni si è riscontrata da un lato una crescente fidelizzazione degli autori, che in alcuni casi hanno pubblicato fino a tre/quattro articoli, dall’altro, come si accennava sopra, una crescente differenziazione della provenienza disciplinare/geografica/istituzionale degli autori stessi, con contributi per esempio di numerosi enti pubblici (tra gli altri, ANCI, Istat, Regioni, Comuni) e perfino di ricercatori e consulenti indipendenti.

Sono anche stati realizzati quattro numeri speciali policy-oriented, sulle politiche industriali e regionali, sull’Expo di Milano, sulle Università del Sud e sull’agricoltura urbana.

La collaborazione con AISRe e con Scienze Regionali è stretta e costante, soprattutto, anche qui come anticipato sopra, per la raccolta di contributi provenienti dalle Conferenze annuali dell’associazione, in particolare privilegiando paper di giovani ricercatori.

 

Figura 1: visitatori unici (Maggio 2011 – Luglio 2017; migliaia)

 

Figura 2: pagine visitate (Maggio 2011 – Luglio 2017; migliaia)

 

Problematiche e sfide per il futuro

Il lavoro della rivista viene svolto con il contributo totalmente volontario e gratuito del suo Comitato di redattori. Sinora gli unici costi sostenuti sono stati indirizzati a finanziare il mantenimento e l’upgrade del sito web. L’entusiasmo è quindi il carburante principale di EyesReg. Ma ne è anche evidentemente il limite, poiché una consistente crescita ulteriore della rivista, in termini di articoli e numeri pubblicati, e quindi di diffusione, è pensabile solo a condizione di una maggiore strutturazione e disponibilità di risorse per supportare il lavoro di risorse umane appositamente dedicate.

Fermi restando i problemi, la rivista comunque si propone di incrementare la platea di lettori, facendo valere ancor più l’unicità del suo modello ibrido. Talché EyesReg non compete né con le riviste giornalistiche di massa, né con le riviste scientifiche in senso stretto, pur rimanendo un giornale scientifico, coprendo una domanda specialistica specifica, su cui si intende appunto “sfondare” ulteriormente. La rivista mira poi ad accrescere comunque il numero di contributi ricevuti per anno, in particolare quelli spontanei, ed eventualmente il numero di contributi per numero, utilizzando sempre l’escamotage della messa on line in forthcoming per dare continuità al flusso. E, infine, ci si propone di accrescere la qualità dei contributi pubblicati, attraverso processi di valutazione e selezione, se necessario, ancora più stringenti. L’upgrade del sito web, infine, rispetto alle più avanzate esigenze di interfaccia con il pubblico, è un proponimento operativo costante, nella speranza di poter rispondere in modo sempre più puntuale alle richieste, esplicite ed implicite, dei lettori.

Dario Musolino e Paolo Rizzi, redattori

 

 

Note

(1) Triennio 2010-2013 (Presidente, Riccardo Cappellin; Segretario, Paolo Rizzi; e Tesoriere, Ugo Fratesi).

(2) Marco Alderighi, Valerio Cutini, Ugo Fratesi, Chiara Murano e Dario Musolino, che hanno quindi anche formato il primo Comitato di Redazione della rivista. A cui è subentrato, dall’Ottobre 2013, il Comitato di Redazione attualmente in carica, e formato da Paolo Rizzi, Francesca Silvia Rota e Carlo Tesauro, come nuovi membri, e da Marco Alderighi, Valerio Cutini, e Dario Musolino, come membri riconfermati.

(3) Stesso discorso per il Comitato Scientifico, formato da: Giovanni Barbieri, ISTAT; Raffaele Brancati, Centro studi MET; Roberto Camagni, Politecnico di Milano; Luigi Cannari, Banca d’Italia; Riccardo Cappellin, Università di Roma Tor Vergata; Enrico Ciciotti, Università Cattolica, sede di Piacenza; Fiorenzo Ferlaino, IRES Piemonte; Laura Fregolent, Università di Venezia Iuav; Luigi Fusco Girard, Università di Napoli Federico II; Gioacchino Garofoli, Università dell’Insubria; Fabio Mazzola, Università di Palermo; Riccardo Padovani, SVIMEZ; Guido Pellegrini, Università di Roma La Sapienza; Andrés Rodríguez-Pose, The London School of Economics; Lanfranco Senn, Università Bocconi; Agata Spaziante, Politecnico di Torino; André Torre, INRA, Paris.

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