Dinamiche del capitale sociale e partecipazione. Il caso UnissOlbia2020

di: Simone Franceschini, Gerardo Ettore Marletto

EyesReg, Vol.7, N.6, Novembre 2017

 

Il capitale sociale è, in essenza, una misura di intensità e qualità delle interazioni sociali (Adger, 2003; Harriss and Renzio, 1997; Putnam et al, 2004), ampiamente utilizzato per spiegare le differenti prestazioni socio-economiche di nazioni, comunità ed organizzazioni. Data la sua natura di relazione sociale, vari studiosi hanno studiato l’impatto della partecipazione pubblica sulla sua formazione (Jones et al., 2012; Wagner and Fernandez-Gimenez, 2009), evidenziando l’impatto finale dei processi partecipativi sul capitale sociale. Tuttavia, non esistono studi che monitorano il processo di evoluzione del capitale sociale durante tali processi partecipativi.

Questo lavoro presenta i risultati di un sistema di monitoraggio dell’evoluzione del capitale sociale all’interno di UnissOlbia2020, un processo partecipativo che ha avuto come scopo l’identificazione di visioni ed azioni per lo sviluppo della sede di Olbia del DiSEA (Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali) dell’Università di Sassari.

 

Metodologia

Nel 2015, il DiSEA ha lanciato il progetto UnissOlbia2020, comprendente una procedura partecipata per identificare le visioni e le azioni della propria sede di Olbia nei prossimi anni, e per strutturare le relazioni territoriali con gli stakeholder, nell’ambito delle attività di rafforzamento della terza missione universitaria (Secundo et al., 2017).

La procedura ha coinvolto 15 stakeholder per circa 4 mesi, sviluppando circa 50 ore di interviste individuali e 10 ore di dialogo strutturato, articolate su 8 fasi come riportato in figura 1.

 

Figura 1 – Fasi ed agenda di UnissOlbia2020. La settimana 0 rappresenta l’inizio figurato della procedura.

 

Le interviste individuali avevano lo scopo di misurare le dinamiche del capitale sociale tramite la somministrazione ripetuta di uno stesso questionario nel quale ogni partecipante ha valutato ciascuno degli altri partecipanti su due dimensioni: livello di competenza e condivisione di visioni. Questi infatti sono infatti due aspetti che nella letteratura sul capitale sociale sono solitamente ritenute attinenti alla dimensione della fiducia. Abbiamo invece escluso il monitoraggio delle altre due dimensioni del capitale sociale – network di relazioni e norme di reciprocità – in quanto non abbiamo ritenuto che avrebbero potute essere facilmente valutate tramite un questionario con domande Likert. Ne limitarci alla sola dimensione della fiducia abbiamo anche considerato che i partecipanti non avevano né familiarità con il concetto di capitale sociale, né particolare tempo a disposizione per l’intervista individuale.

Per evitare il bias intersoggettivo nelle valutazioni ripetute del capitale sociale, è stato richiesto agli stakeholder di selezionare un solo referente, senza possibilità di essere sostituito, che avrebbe partecipato a tutte le fasi del progetto, essendo prevista solo una assenza giustificata.

La valutazione è avvenuta tramite una semplice scala Likert a 5 valori per ognuna delle due dimensioni. Durante le interviste successive alla prima, l’intervistatore ha sottoposto il questionario e le valutazioni precedenti all’intervistato, chiedendo esplicitamente di riconfermare o cambiare le valutazioni espresse. L’intervistato ha dovuto spiegare ogni singolo cambiamento e l’intervistatore ha preso note riguardo ad ogni commento rilevante.

L’analisi delle risposte ha anche monitorato il grado di dispersione del capitale sociale, tramite l’utilizzo dell’indice D di Leti (1983). L’indice di Leti conserva memoria dell’elemento ordinale delle risposte ed è pertanto utile in connessione a scale Likert.

 

Risultati

UnissOlbia2020 ha generato variazioni sia positive sia negative del capitale sociale, con una prevalenza delle prime (v. tabella 1).

Tabella 1Numero di variazioni del capitale sociale per dimensione ed intervista

 

 

Intervista

Dimensioni del capitale sociale
Competenza Visione
Var + Var – Var + Var –
Seconda 23 5 31 6
Terza 9 6 7 5
Quarta 5 0 4 5
Totale 37 11 42 16

 

Tutti i partecipanti hanno riportato almeno una variazione rispetto all’inizio della procedura. Inoltre, la procedura ha evidenziato che alcune relazioni sono variate due volte, anche con effetti compensatori (un iniziale aumento compensato da una successiva diminuzione).

Le varie sessioni di lavoro hanno mostrato dinamiche differenti.

La sessione plenaria ha riportato il più alto numero di variazioni, specialmente tra quelle positive, ed entrambe le dimensioni hanno visto un aumento del capitale sociale. In particolare l’aumento medio è stato accompagnato da un processo di convergenza, in quanto la riduzione si è ridotta a seguito dell’aumento delle valutazioni concentrate nel primo quartile. Tutti i partecipanti hanno cambiato almeno una valutazione, e nessun partecipante ha mantenuto inalterate le valutazioni ricevute. Tutte e 5 le variazioni negative registrate per il livello di competenza sono riferite ad un unico soggetto destinatario.

La prima sessione dei gruppi di lavoro ha riportato variazioni positive maggiori di quelle negative: solo 4 partecipanti non hanno modificato le proprie valutazione e solo 2 non hanno ricevuto modifiche in quanto destinatari. Il gruppo di lavoro 1 è stato il più attivo: tutti i partecipanti hanno cambiato le proprie valutazioni e hanno subito cambiamenti nelle valutazioni ricevute. I gruppi di lavoro 2 e 3 hanno registrato poche variazioni, tutte di segno positivo.

La seconda sessione dei gruppi di lavoro ha mostrato un numero inferiore di cambiamenti, specialmente per la dimensione della competenza. Mentre le variazioni del livello di competenza sono state solo positive, la sessione ha registrato 5 variazioni negative e 4 positive per la condivisione delle visioni; il gruppo 1 ha registrato il numero più elevato di variazioni. L’analisi della dispersione delle due sessioni dei gruppi di lavoro ha indicato dinamiche variegate tra i vari gruppi di lavoro e anche all’interno degli stessi.

La combinazione delle risposte ai questionari e delle note dei facilitatori ha permesso inoltre di evidenziare alcuni casi individuali particolarmente interessanti che meritano di essere riportati.

Il partecipante A ha ricevuto solamente variazioni positive dopo la sessione plenaria e solo negative dopo i lavori di gruppo . Le note indicano che il lavoro di dettaglio nei gruppi di lavoro ha fatto emergere differenze sostanziali che non si erano manifestate nella prima sessione plenaria. Il partecipante A è dunque un caso di variazione non-monotonica del capitale sociale durante la procedura.

Il partecipante B partiva con una forte diffidenza da parte degli altri partecipanti, ma l’interazione generata dalla procedura ha permesso di fargli ottenere un forte consenso ed un’alta generazione di capitale sociale. Il partecipante B ha mostrato come la partecipazione possa generare lo spazio di dibattito per superare iniziali diffidenze.

Il partecipante N ha mostrato una forte fiducia nella procedura partecipata che si è poi tramutata in delusione a seguito della percepita scarsa qualità del proprio gruppo di lavoro. Il partecipante N ha riportato scarsa interazione e scarso interesse da parte dei partecipanti con cui si è confrontato.

Il partecipante O è un esempio di come dinamiche negative del capitale sociale abbiano portato all’esclusione di un soggetto dalla procedura. Dopo la sessione plenaria, il partecipante O ha ricevuto notevoli critiche in merito al suo livello di competenza. In seguito il partecipante O ha comunicato l’impossibilità di seguire la procedura. Nelle interviste successive, è emerso che alcuni partecipanti hanno interloquito con lo stakeholder rappresentato dal partecipante O, paventando il rischio che l’ulteriore partecipazione ad UnissOlbia2020 potesse peggiorare la reputazione del soggetto rappresentato.

 

Discussione e conclusioni

Il sistema di monitoraggio del capitale sociale durante la procedura partecipata ha permesso di acquisire nuove conoscenze sulle dinamiche di generazione e distruzione del capitale sociale. In particolare, il lavoro dimostra che:

  • l’evoluzione del capitale sociale può seguire sviluppi non lineari;
  • creazione e distruzione di capitale sociale possono essere generate contemporaneamente;
  • tali dinamiche positive e negative possono avere differenze qualitative rilevanti al proprio interno: le dinamiche negative hanno portato ad un confronto acceso ma vivo con il partecipante A, mentre per il partecipante O hanno portato alla sua esclusione dalla procedura;
  • i differenti strumenti di dialogo strutturato possono avere differenti impatti sul capitale sociale, in quanto si focalizzano su livelli di discussione e di approfondimento differenti;
  • le misure ripetute del capitale sociale, se condivise con gli intervistati, hanno generato un effetto memoria di lungo termine che ha ridotto la magnitudine dei cambiamenti proposti dopo ogni incontro;
  • si è generato un effetto annuncio che ha portato alla creazione del capitale sociale anche prima di svolgere le sessioni di dialogo strutturato, in quanto i singoli soggetti si sono confrontati tra di loro autonomamente;
  • le interviste individuali sono state riportate come un momento essenziale di riflessione individuale che dovrebbe essere incluso in ogni procedura partecipata;
  • la valutazione sulla qualità della procedura non dipende dall’assenza di contrasti tra i partecipanti: ad esempio, il primo gruppo di lavoro ha espresso molti contrasti durante il dibattito ma ha riportato un notevole grado di soddisfazione del lavoro svolto, viceversa il terzo non ha riportato contrasti ma una scarsa soddisfazione sulla qualità del lavoro svolto.

Il sistema di monitoraggio ha anche evidenziato dei limiti: i) è un processo  che richiede risorse supplementari; ii) funziona nel caso di limitato numero di partecipanti; iii) può essere implementato solo ex-ante e non può essere utilizzato per studiare processi partecipati già avvenuti.

In conclusione, il sistema di monitoraggio può essere utilmente implementato se: i) limitare il numero di partecipanti è compatibile con l’esigenza di rappresentare i diversi interessi; ii) i soggetti partecipanti sono in grado di indicare un unico rappresentante che possa seguire tutta la procedura; iii) l’analisi ex-ante del contesto indica che i fenomeni di generazione del capitale sociale possono essere rilevanti, come nel caso di discussione su nuovi temi; iv) i partecipanti vedono le interviste individuali anche come un momento di riflessione e non solo come un onere aggiuntivo.

 Simone Franceschini, DiSEA – Università di Sassari

Gerardo Ettore Marletto, CRENoS – Università di Cagliari e Sassari

 

 

Bibliografia essenziale

Adger, N. (2003). Social Capital, Collective Action, and Adaptation to Climate Change. Economic Geography, 79(4), 387–404. https://doi.org/10.1111/j.1944-8287.2003.tb00220.x

Harriss, J., Renzio, P. D. E. (1997). “Missing link” or analytically missing?: the concept of social capital. Journal of International Development, 9(7), 919–937.

Jones, N., Clark, J. R. A., Panteli, M., Proikaki, M., Dimitrakopoulos, P. G. (2012). Local social capital and the acceptance of Protected Area policies: An empirical study of two Ramsar river delta ecosystems in northern Greece. Journal of Environmental Management, 96(1), 55–63.

Leti, G. (1983). Statistica descrittiva. (I. Mulino, Ed.). Il Mulino.

Putnam, R. D. (1993). Making Democracy Work. Princeton University Press.

Secundo, G., Elena Perez, S., Martinaitis, Z., Leitner, K. H. (2017). An Intellectual Capital Framework to Measure Universities’ Third Mission Activities. Technological Forecasting and Social Change, 123, 229-239. https://doi.org/10.1016/j.techfore.2016.12.013

Wagner, C. L., Fernandez-Gimenez, M. E. (2009). Effects of Community-based Collaborative Group Characteristics on Social Capital. Environmental Management, 44(4), 632–645.

 

 

 

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