Dialogo interdisciplinare per un nuovo progetto urbano: la prospettiva di EcoWebTown

di: Alberto Clementi, Filippo Angelucci, Claudia Di Girolamo, Ester Zazzero

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

La rivista EcoWebTown è nata cinque anni fa con la convinzione che fosse ormai matura una cultura del progetto urbano, sostenibile e infrastrutturato digitalmente, per affrontare meglio alcuni grandi temi del nostro tempo, quali: l’esaurimento delle risorse non rinnovabili e le alterazioni climatiche; la convivenza tra sistemi di valori e attese sociali sempre più irriducibili; la necessità di un consenso ‘informato’ e partecipato sulle scelte da cui dipende la qualità della vita nelle città e nel territorio.

Dopo un primo ciclo all’insegna del Sustainability Sensitive Urban Design, adesso l’attenzione è focalizzata soprattutto sulla questione del Progetto urbano nelle sue articolazioni architettoniche, urbanistiche, tecnologiche, ambientali e sociali, in particolare nella sua reale praticabilità nel contesto attuale delle città italiane ed europee, ove si scontano difficoltà crescenti di gestione delle trasformazioni con progetti a valenza strategica, ispirati ai nuovi valori della contemporaneità.

 

Sostenibilità, smartness e nuovi processi progettuali per la città

Siamo diventati sempre più consapevoli di quanto il crescente predominio tecnocratico (Severino, 2009) e i procedimenti cognitivo-progettuali di stampo positivista ereditati dalla modernità siano inadeguati rispetto alla complessità che deve caratterizzare oggi il processo progettuale urbano, chiamato a comporre criticamente le ragioni della sostenibilità con quelle del senso, della qualità e della fattibilità degli interventi per la città e il suo territorio.

Il progetto urbano sembra inoltre attraversare una profonda crisi, dovuta tra l’altro alla farraginosità dei tempi d’attuazione, alla recessione economica che scoraggia investimenti a medio/lungo termine, alle emergenze ecologico-climatiche che mettono quotidianamente alla prova le città esistenti.

È una crisi che porta a privilegiare interventi puntuali immediatamente cantierabili, non importa se al di fuori di una qualsiasi visione d’insieme. Al contempo, alimenta l’irrealistica convinzione che i problemi possano essere trattati con successo grazie alla penetrazione pervasiva delle reti digitali e interculturali, che genera una crescente dominazione dell’invisibilità dei software sulla materialità delle forme urbane. L’attenzione crescente per web, Internet delle cose e smart technologies – anche quando mirata ad accrescere le performance ambientali della città e la diffusione di processi partecipativi più informati e consapevoli – non può però sostituirsi alla natura critica dei procedimenti progettuali.

Se si vuole recuperare la credibilità del progetto urbano, per tornare a conferire valore aggiunto alle trasformazioni della città, occorre rivederne criticamente l’impianto di pensiero e le sue strumentazioni attuative.

Le idee di eco-city e smart-city, nonostante l’abuso della loro utilizzazione comunicativa, contengono ancora una forte carica rivoluzionaria seppure generalmente inespressa. Se pensate insieme, eco, web e morfologia fisica possono rappresentare una feconda opportunità per rigenerare le città esistenti, liberando potenzialità trasformative non ancora messe a frutto compiutamente.

EcoWebTown intende occuparsi del progetto urbano confrontandosi criticamente, nei prossimi anni, con i temi sopra evocati.

In questa prospettiva EWT, nata come rivista di carattere prevalentemente urbanistico, nell’avviare la sua seconda stagione editoriale ha deciso di adottare un modello di comunicazione scientifica basato sul confronto interdisciplinare e sul dialogo intersettoriale. Tale posizione parte dal presupposto che i nodi critici del progetto urbano del futuro saranno conseguenti al modo d’intendere la sostenibilità urbana e l’intelligenza digitale, con i loro rapporti rispetto alle forme fisiche e alle innovazioni tecnico-produttive.

EWT intende in particolare costituirsi come strumento di lavoro che, mantenendo l’identità di rivista scientifica, adotta un’articolazione tematica e un linguaggio espressivo entro cui convivono molteplici dimensioni innovative, quali: risultati della ricerca di base/sperimentale universitaria; esperienze di eccellenza del settore professionale/istituzionale; nuove forme di capitalizzazione delle conoscenze maturate negli spin-off; sperimentazioni nel settore della didattica avanzata.

Questa prospettiva rinvia alla necessità di ampliare l’impostazione tradizionale, teorico-monodisciplinare o tecnico-operativa, delle riviste online/cartacee dell’Area disciplinare 08. L’obiettivo è di innescare un confronto dialogico tra discipline, attori e istituzioni che possono contribuire a innovare il progetto urbano in un nuovo quadro di equilibri dinamici tra saperi generalisti e specialistici (Morin, 2000).

Mirando all’innovazione delle relazioni tra sostenibilità, smartness e nuove forme di progettualità della città, l’identità della rivista assume una sua duplice natura. Nella sua forma comunicativa non si limita a essere repository di saggi scientifici, ma si propone di facilitare un uso online, non sacrificando il piacere della lettura tradizionale, pur ampliandola con le potenzialità delle piattaforme digitali. Nell’articolazione dei contenuti, EWT si propone poi di far convivere due tipologie di contributi: momenti di approfondimento teorico-critico e altri più tecnico-descrittivi. Nella prima tipologia si collocano editoriali, saggi di posizionamento, dossier, report sulle ricerche, sondaggi, documenti. Nella seconda trovano spazio rassegne di progetti, resoconti su premi/concorsi, interviste, sperimentazioni didattiche, letture.

 

Per una ridefinizione del progetto urbano.  Gli ambiti d’indagine di EWT

Se è vero che il progetto urbano sembra destinato a cambiare la sua natura, da prefigurazione definita in modo autoriale a processo di stimolo operativo per innescare una molteplicità di trasformazioni del paesaggio urbano esistente, allora va cambiato anche il modo di darne conto nella pubblicistica. Si tratta di assumere la prospettiva più realistica dei progetti declinati al minuscolo, con molteplici interventi di piccole/medie dimensioni, costruiti dal basso. Interventi multi-settoriali, multi-attoriali e trans-scalari, congruenti con una visione strategica d’insieme, co-evolutiva, dinamica, adattabile, e sviluppati secondo le mutevoli circostanze e opportunità del contesto (Clementi, 2016).

Anche il ruolo di EWT va di conseguenza mutato. Si dovrà privilegiare la disseminazione di interventi urbani di dimensioni eterogenee, grandi (pochi), intermedi (molti) e piccoli (moltissimi), comunque orientati a migliorare la funzionalità e qualità diffusa del contesto, offrendo condizioni d’accesso più egualitario al welfare locale e di uso più stimolante per gli spazi pubblici.

In questa situazione maturano alcuni importanti aspetti organizzativi per EWT:

  • un’organizzazione redazionale (Comitato Scientifico ed Editoriale) affiancata da una rete di corrispondenti nazionali/internazionali, destinata ad estendersi con network dedicati (accademici, istituzionali, spin-off, professionali);
  • il recente passaggio della rivista dal centro ricerche SCUT allo spin-off SUT dell’Ateneo Chieti-Pescara, per ampliare il taglio culturale di EWT alle dinamiche di trasferimento della ricerca universitaria nella pratica del progetto urbano;
  • il coinvolgimento sui temi del progetto urbano di tre società scientifiche dell’Area 08, SIU, SITdA e ProArch, per rintracciare orizzonti di un possibile dialogo interdisciplinare fra teoria, didattica, ricerca ed esperienze professionali.

Cambiano quindi gli ambiti d’indagine per il futuro di EWT e i suoi temi di approfondimento, supportati anche attraverso azioni coordinate con le attività del SUT.

Un primo ambito riguarda la possibilità di articolare il progetto urbano in interventi di area e di rete, per riaprire la riflessione sulle trasformazioni delle città evitando l’effetto ‘isola’ (aree ad alta sostenibilità ma pensate in termini di autosufficienza). Sotto questo profilo un tema centrale per l’innovazione del progetto urbano riguarda le attività degli spin-off accademici rivolte a progredire le pratiche d’intervento sulla città, rafforzando le capacità di pianificazione/gestione da parte delle istituzioni pubbliche, e migliorando i criteri di progettazione utilizzati dai tecnici (Zazzero, 2014). Questi temi sono stati affrontati nel seminario nazionale “SpinLink. Una rete di spin-off per il Territorio Sostenibile”, organizzato a Pescara nel 2015 dal SUT per la costituzione di una rete nazionale tra spin-off che lavorano sui temi della città.

Un secondo ambito di operatività riguarda l’esplorazione dell’ecologia urbana nella sua accezione più complessa di ambiente d’interazione tra componenti paesaggistico-ambientali, sociali, architettonico-urbanistiche, infrastrutturali, linguistiche e di senso. Quest’ambito, che rinvia anche alla conoscenza dei metabolismi urbani nella prospettiva dell’autobilanciamento locale e del funzionamento delle reti integrate per la sostenibilità (Clementi, 2016), permette di indagare le modalità per riconnettere, attraverso la ricerca scientifica, flussi di conoscenze e informazioni in modo partecipativo, aperto e condiviso con le istituzioni. Cambia di conseguenza anche il ruolo delle infrastrutture urbane, destinate a fungere da attivatori dei processi di sostenibilità in programma (Di Girolamo, 2015). In questa direzione si colloca l’esperienza condotta nel laboratorio integrato ChietiLab, in cui si è sperimentata una rielaborazione interdisciplinare dei temi progettuali attraverso la didattica partecipata tra università e amministrazioni pubbliche (Clementi, 2016).

Il terzo ambito riguarda le dinamiche d’interpretazione del rapporto sostenibilitàinnovazione nelle ricerche che si occupano della progettazione della città alle sue varie scale. Si tratta di un quadro d’indagine in cui singole espressioni di settore fanno emergere un ampio scenario culturale per il progetto urbano, dove si delineano momenti di differenza, occasioni di convergenza e orizzonti di sinergia inter/trans-disciplinare (Angelucci, 2015-2016). Emergono in quest’ambito le principali sfide da affrontare in merito alle ricadute delle innovazioni tecniche quali: la necessità di nuovi approcci e strumenti per armonizzare i processi di partecipazione/co-progettazione tra attori coinvolti nella progettazione urbana (Di Battista e Giallocosta, 2005); l’esigenza di ricomporre le diverse accezioni della qualità integrata della città; l’urgenza di riannodare relazioni tra risorse disponibili e capacità progettuali top down/bottom up presenti nel territorio (Dierna, Orlandi 2005). È questo un ambito che ha dato occasione per promuovere il seminario nazionale “Progetto urbano. Un’attualità in discussione” che ha visto partecipare le società scientifiche SIU, SITdA e ProArch e da cui ci si avvia a elaborare un Carta del Progetto Urbano.

In questo modo, EWT tende ad assomigliare a un cultural network in cui si confrontano: gli apporti culturali dei luoghi istituzionali deputati agli approfondimenti teorico-concettuali; le esperienze dei segmenti della ricerca che affrontano temi sperimentali anche attraverso formule didattiche innovative; le testimonianze dei settori d’incubazione delle idee innovative per il futuro del progetto urbano.

Espressioni di un quadro di convergenze accademiche, istituzionali e professionali che non potranno che far bene al cambiamento dei paradigmi e dei contenuti della cultura progettuale della città del futuro.

Alberto Clementi, Direttore

Filippo Angelucci, Caporedattore

Claudia Di Girolamo, Segretaria editoriale 

Ester Zazzero, Coordinatore editoriale

 

Riferimenti bibliografici

Angelucci F. (2015/2016), Sostenibilità e innovazione tecnologica nella progettazione dell’ambiente urbano, in Ecowebtown I/2015, II-III/2015, I-II/2016, Pescara: Edizioni SUT.

Clementi A., (2016), “Per un nuovo progetto di città”, in Clementi A., Pozzi C., a cura di, Progettare per il futuro della città. Un laboratorio per Chieti, Macerata: Quodlibet, pp. 13-34,

Clementi A., (2016). L’ipotesi Eco Web Town, in Forme imminenti. Città e innovazione urbana, Rovereto: LIST, 193-215.

Di Battista, V., Giallocosta, G. a cura di, (2005), La terra di nessuno. Tra il piano e il progetto, Firenze: Alinea Editrice.

Di Girolamo C., (2014), Infrastrutture innogenetiche. Spazi catalitici per uno sviluppo urbano sostenibile, Rimini: Maggioli Editore.

Dierna S., Orlandi F. a cura di, (2005), Buone pratiche per il quartiere ecologico, Firenze: Alinea Editrice.

Morin E., (2000), La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Milano: Raffaello Cortina Editore, 5-44.

Severino E., (2009), Il dominio della tecnica, Milano: BUR, Rizzoli.

Zazzero E., (2014), Ecoquartieri, Rimini: Maggioli Editore.

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