Almatourism e lo sviluppo del territorio attraverso il turismo

di: Fiorella Dallari, Gianluigi Di Giangirolamo, Chiara Rabbiosi

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

Il turismo è un fenomeno di particolare rilevanza per le scienze regionali poiché contribuisce significativamente a disegnare le traiettorie di sviluppo del territorio. Almatourism – Journal of Tourism, Culture and Territorial Development è una rivista elettronica open access e internazionale che dal 2009 pubblica contributi teorici e empirici su questo tema.

“Troppo complesso e oltremodo dinamico si presenta il turismo, o meglio i turismi, che coinvolgono sempre più le comunità accademiche e non dell’intero pianeta. L’unica convergenza è quella di interpretare il turismo come un fattore sociale, e soprattutto economico, per contribuire agli obiettivi di sviluppo del Millennio, ed a quello ci vogliamo attenere sulla base di una ethical platform pienamente partecipata”, scriveva Fiorella Dallari, direttrice sin dal lancio della rivista, nell’editoriale del numero zero (1). Oggi Almatourism è la rivista del CAST, il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (2) con sede nel Campus di Rimini dell’Università di Bologna. Fondato dal Dipartimento di Economia, di Scienze Aziendali, di Scienze per la Qualità della Vita, e di Statistica, il CAST e la rivista condividono un’identità fortemente interdisciplinare.

La struttura editoriale della rivista prevede un comitato scientifico internazionale composto da studiosi di diverse discipline scientifiche, provenienti da 17 diversi paesi. È inoltre presente una commissione di esperti che fanno parte di diverse imprese e istituzioni internazionali operanti nel mondo del turismo e della cultura. Il flusso del lavoro editoriale è coordinato dalla redazione insieme alla direzione, utilizzando la piattaforma Open Journal System (OJS), un supporto informatico che permette la gestione e tracciabilità del lavoro di redazione: dall’invio dell’articolo da parte degli autori, al processo di referaggio, alla pubblicazione del fascicolo.

Almatourism pubblica diversi tipi di articoli (di ricerca, note brevi, ecc.), ed è la prima rivista scientifica italiana sul turismo a pubblicare in lingua inglese. Gli articoli scientifici prevedono un doppio referaggio anonimo secondo un codice etico ispirato al COPE Code of Conduct. La rivista è pubblicata con due numeri annuali, a cui si aggiungono special issue su proposta della comunità scientifica e professionale nel campo del turismo, con particolare riferimento ai dibattiti emergenti nelle reti di riferimento (ad esempio, Cattedra UNESCO/UNITWIN “Culture, Tourism, Development”, Regional Studies Association, Associazione Italiana Scienze Regionali).

In poco meno di dieci anni dalla sua fondazione, Almatourism ha ospitato oltre 200 contributi di autori la cui affiliazione si colloca in 38 paesi differenti (dalla Spagna al Bangladesh, dalla Giordania alla Nigeria), rappresentando una vera finestra di dibattito internazionale sulle tematiche trattate. Solo nel corso del 2016, i contributi pubblicati sono stati scaricati più di 30.000 volte. L’affermazione della rivista è dimostrata dai vari database e motori di ricerca che la indicizzano, tra cui l’Emerging Sources Citation Index di Thomson Reuters, e dal recente riconoscimento della certificazione DOAJ Seal of Approval for Open Access Journals.

Il carattere interdisciplinare, internazionale e aperto, fa di Almatourism una piattaforma “nodo” di una rete di saperi esperti che affrontano le dinamiche territoriali, alla volta locali e globali, connesse al turismo. In questo senso la rivista accoglie e ripropone i principi di open education basati sul coniugio di innovazione tecnologica e sociale. Queste specificità, che si riflettono nella gestione editoriale e nella struttura della rivista, si confrontano necessariamente con un più ampio quadro istituzionale all’interno del quale la loro valorizzazione è negoziata.

 

L’interdisciplinarietà: un’identità necessaria non ancora riconosciuta

L’interdisciplinarietà ha sempre caratterizzato la rivista, riflettendo il carattere poliedrico di un fenomeno complesso come il turismo, che nella società contemporanea non rappresenta più uno stato di eccezione circoscritto ad alcuni territori quanto piuttosto un ambito che informa la condizione ordinaria di un numero sempre maggiore di luoghi. Va a questo proposito ricordato che il turismo non è una disciplina autonoma ma un “field of studies” che deve essere affrontato utilizzando ed integrando tra loro diversi approcci disciplinari. In quest’ottica, la rivista contribuisce ad affermare una analisi dei fenomeni turistici da diverse angolature, connettendo gli aspetti economici, aziendali, statistici, socio-politici, storici, geografici, giuridici ed istituzionali del settore turistico.

Il carattere interdisciplinare – punto di forza nella comprensione della relazione tra turismo, cultura e territorio – rappresenta però anche un ostacolo allo sviluppo della rivista, e all’affermazione dei ricercatori che vi contribuiscono. Come è noto, infatti, il sistema nazionale di valutazione della ricerca, a differenza di quello europeo, tende a non premiare ciò che non si collochi facilmente all’interno di un rigido sistema che interpreta le discipline in maniera compartimentata. Così la rivista oggi è sì riconosciuta dall’ANVUR come rivista scientifica nelle aree dalla 10 alla 14, ma non ha ottenuto la classe A da parte di alcun settore scientifico disciplinare proprio a causa del suo carattere interdisciplinare e nonostante risponda a tutti i criteri identificati dall’ANVUR per aspirare ad essere classificata fra i top journal. Ciò ha anche disincentivato la presentazione di articoli da parte di accademici di alcune discipline che si rifanno a parametri bibliometrici, minando così fortemente l’asset fondamentale della rivista che risiede appunto in questa identità plurima.

 

L’ambizione del multilinguismo e la difficoltà di gestione

Almatourism è disponibile online grazie alla piattaforma OJS che consente di ospitare contributi di articoli in più lingue. Come è noto, il multilinguismo ha destato una crescente attenzione, anche in termini di policy, nell’ultimo decennio, come si evince anche dall’impegno della Commissione Europea volto a supportare il valore della diversità linguistica da un lato, e ridurre il divario linguistico dei suoi cittadini dall’altro. Le dimensioni di flusso che caratterizzano le società della conoscenza in un contesto di radicale globalizzazione hanno infatti spinto due processi opposti e complementari: se da un lato si assiste ad una polarizzazione intorno ad alcune lingue in grado di consentire una comunicazione trasversale a diversi ceppi linguistici, dall’altro i contesti della quotidianità sono sempre più spesso contrassegnati dal multilinguismo. Anche dal punto di vista della disseminazione dei risultati della ricerca, il bisogno di utilizzare una lingua comune che consentisse lo sviluppo del dibattito scientifico alla scala sovralocale ha spinto una certa affermazione egemonica della comunicazione in lingua inglese negli ultimi decenni.

Sin dall’inizio, Almatourism ha voluto affermarsi come rivista internazionale, ma ha scelto di inseguire degli obiettivi multilinguistici proponendo l’uscita dei fascicoli in inglese e in italiano. Questa scelta tuttavia ha mostrato nel tempo una serie di aspetti critici, che discendono dalla difficoltà di gestione editoriale del multilinguismo stesso. Non solo la rivista, ad oggi, non è in grado di sostenere i costi di traduzione dello stesso articolo in più lingue, ma lo stesso comitato scientifico non è in grado di applicare gli standard di controllo dei contenuti pubblicati al di là del set, ampio ma comunque ristretto, delle lingue praticate dalla redazione. Così, dal 2015 a oggi, la rivista è pubblicata esclusivamente in inglese, ma rimane richiesto a tutti gli autori di inserire nel proprio contributo un abstract nella propria lingua madre cercando in questo modo un compromesso tra ambizioni internazionali e multilinguistiche e capacità di gestione editoriale.

 

Costruire la transettorialità a partire dalle reti

Pur nascendo in ambito accademico, Almatourism ha sempre cercato di dare spazio alla pubblicazione di articoli che potessero essere di interesse per coloro chiamati a gestire o stimolare le ricadute territoriali del turismo, nella convinzione che il ruolo della divulgazione scientifica sia anche quello di costruzione di uno scambio costante fra ricerca di base, ricerca applicata e trasferimento tecnologico. Sono diverse le associazioni e istituzioni coinvolte tra le quali, ad esempio, l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali oppure l’Associazione Europea delle Vie Francingene.

L’obiettivo della rivista è di porsi come strumento di un dialogo che non sia solo interdisciplinare ma anche intersettoriale. Per quanto i contributi accademici siano prevalenti, Almatourism sollecita anche l’intervento di manager, policy-maker, professionisti e chiunque sia interessato a dibattere delle tematiche trattate dalla rivista. Nel corso degli anni la rivista ha potuto ospitare quindi anche i contributi di non accademici, però con crescente difficoltà ad un loro costante coinvolgimento, sia per l’introduzione di standard editoriali prettamente accademici che hanno reso difficile l’uso di questo strumento per i non addetti ai lavori, sia a causa della richiesta di pubblicare in inglese.

Ancora oggi, la possibilità di costruire un dibattito in grado di farsi strumento di cross-fertilization tra saperi disciplinari, settori professionali e tradizioni geoculturali diverse resta uno degli obiettivi della rivista. Il contributo delle potenzialità offerte dall’editoria digitale al perseguimento di questo obiettivo è stato molto significativo, forse più di quello istituzionale. Nel tempo, come è stato discusso, sono emersi alcuni aspetti critici a cui si è cercato di dare risposta attraverso soluzioni mirate che potessero consentire il continuo sviluppo della rivista senza snaturarne il posizionamento. Perché gli obiettivi originari sono ritenuti ancora più coerenti oggi con la possibilità di favorire il societal impact della ricerca scientifica che è richiesto da numerosi fronti.

Fiorella Dallari, Editor

Gianluigi Di Giangirolamo, Assistant Coordinator

Chiara Rabbiosi, Editorial Staff 

 

Note

[1] https://almatourism.unibo.it/issue/view/187

[2] http://www.turismo.unibo.it

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