Giornale on-line dell'AISRe (Associazione Italiana Scienze Regionali) - ISSN:2239-3110
 

Il metabolismo agro-alimentare come contributo alla progettazione di sistemi rur-urbani resilienti

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Questo contributo è parte di un numero speciale di EyesReg dedicato al tema dell’agricoltura urbana, curato da Corinna Morandi.

 

 

di: Gianni Scudo

EyesReg, Vol.6, N.5, Settembre 2016

 

Il metabolismo urbano, formalmente, identifica “tutti i materiali ed i beni di consumo necessari per sostenere gli abitanti della città a casa, al lavoro e al divertimento” (Wolman, 1965). L’approccio metabolico dà una misura dell’intensità d’uso delle risorse nei sistemi urbani e del grado di circolarità dei flussi di risorse ed è utile per elaborare benchmarking e scenari di rigenerazione.

L’intensità dei flussi di energia fossile è enormemente aumentata con la concentrazione della popolazione nelle città, determinando i crescenti squilibri climatici ed ambientali ben quantificati dagli scenari dell’ International Panel Climatic Change (IPCC, 2011). In particolare, i sistemi agro-alimentari “globalizzati” contribuiscono pesantemente ad alimentare l’insostenibilità ambientale, con circa il 30% delle emissioni climalteranti globali (Lang, Barling, Caraher, 2009).

Gli insediamenti urbani sono sistemi complessi che possono “dare spazio” a forme innovative di metabolismo transcalare (di abitazione, di vicinato, di città, di territorio) basate su sistemi di produzione/consumo locali.

L’approccio bioregionale (Fanfani, Saragoza, Magnaghi, 2011) propone l’integrazione, all’interno di uno stesso ambito territoriale, delle filiere di produzione/consumo con scenari e progetti resilienti, in grado di connettere la sostenibilità ambientale, i cicli produttivi ed il paesaggio. In pratica propone di integrare  l’ “invisibile” con il “visibile”, anche con i contributi interdisciplinari delle culture scientifico-ambientali (che studiano il metabolismo delle catene produttive) e della progettazione in grado di “dar forma” ai nuovi metabolismi post-metropolitani.

In questo lavoro l’analisi della sostenibilità del comune di Albairate, nella città metropolitana di Milano, è utilizzata per illustrare opportunità e caratteristiche dell’approccio del metabolismo urbano. In questa prospettiva sono necessari: nuovi strumenti come il Piano Integrato del Cibo e dell’Energia – PICE (Scudo, Clementi, 2011); un contributo metodologico per integrare gli scenari agro-alimentari locali nei piani del Patto dei Sindaci; Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile – PAES che hanno l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas climalteranti nell’ambito residenziale, dei trasporti e dei servizi pubblici (www.covenantofmayors.eu).

Il PICE utilizza due strumenti di base: la geografia degli impatti e delle risorse e gli istogrammi utente. Il primo restituisce una mappa in GIS delle risorse disponibili localmente (Fig. 1), mentre il secondo costituisce la struttura di connessione tra le informazioni riportate nelle geografie e consente di verificare l’efficacia delle scelte di progetto adottate.

figura-1a

figura-1b

Fig.1 – Esempi di mappe delle geografie delle risorse ad Albairate: uso del suolo e radiazione solare

 

 

figura-2Fig. 2 – Schema della struttura dell’istogramma utente

 

La struttura generale dell’istogramma è facilmente comprensibile attraverso lo schema in Fig 2 che rappresenta in sintesi i flussi di relazione tra la domanda locale di energia e materia, il contesto locale e il contesto esterno. Gli scenari di autosostenibilità tendono a rispondere alla domanda con le risorse del contesto locale, espresse come territorio produttivo disponibile localmente. (terreno agricolo produttivo, aree costruite per integrazione di tecnologie solari ecc.). Il Diagramma consente di elaborare scenari di sostenibilità misurati in quantità di suolo produttivo disponibile per produrre, per abitare, alimentarsi, muoversi.

Nel caso di Albairate, le simulazioni condotte ponendosi nell’ipotesi auspicabile di un uso estensivo di fonti rinnovabili per abitazione e mobilità, produzione alimentare prevalentemente locale e dieta vegetariana indicano una necessità annuale di suolo produttivo superiore a quella effettivamente disponibile (4196 contro 3097 mq per persona; cfr. Fig.3) e ben lontana dall’obiettivo dell’autosostenibilità indicato al 75% (ossia domanda di circa 4000 mq di suolo produttivo, contro una disponibilità di 3.000).

figura-3Fig 3 – Scenario per Albairate  con autosostenibilità.

 

Considerando che in Italia il terreno agricolo per persona ammonta a 2810m2 , le valutazioni sopra condotte e i dati che emergono dagli scenari locali aprono interessanti riflessioni sulla reale possibilità di conseguire la sostenibilità ambientale dei sistemi antropizzati locali e le priorità da adottare anche in relazione agli aspetti sociali e culturali legati non solo alla disponibilità ma anche all’ equità di  accesso alle risorse. Si tratta insomma di passare dai metabolismi generalizzanti su contesti estesi ai socio-metabolismi specifici dei luoghi ( Baccini, Brunner, 2012) contribuendo ad avviare processi di ricerca-azione transcalari e transettoriali, termodinamicamente efficienti e “parsimoniosi” in grado attivare sinergie sociali, ambientali e produttive.

Per questo è necessario che progettisti, pianificatori, tecnici e amministratori locali accelerino l’integrazione di strumenti di conoscenza dei metabolismi rur-urbani nei piani d’azione locali, valutando con cura le complesse relazioni e retroazioni tra assetti spaziali transcalari (paesaggi produttivi) e flussi di materiali ed energia, nella prospettiva di una transizione dal modello dell’economia lineare del carbonio e del rifiuto alle pratiche di economia circolare del solare e del riciclo.

Gianni Scudo, DAStU – Politecnico di Milano

 

 

Riferimenti bibliografici

Baccini P., Brunner P.H. (2012), Metabolism of the Antroposphere, The MIT Press, Cambridge, Massachusetts.

Clementi M., Scudo G. (2016), “Strumenti per l’elaborazione di scenari di autosufficienza alimentare ed energetica”, Agriregionieuropa, n. 44.

Fanfani D, Saragosa C. (2013), “Il bioregionalismo nelle esperienze italiane ed europee”, Il Progetto Sostenibile, 29: 22-29.

Smith P. et al. (2014), “Agriculture, Forestry and Other Land Use (AFOLU). In: Climate Change 2014: Mitigation of Climate Change, Cambridge University Press, Cambridge: 811-922 https://www.ipcc.ch/pdf/assessment-report/ar5/wg3/ipcc_wg3_ar5_chapter11.pdf.

Lang T., Barling D., Caraher M. (2009), Food Policy – Integrating Health, Environment & Society, Oxford Univ. Press, Oxford.

Magnaghi A. (2011), “Il progetto locale: coscienza di luogo ed autosostenibilità”, Il progetto sostenibile, n. 29, http://www.ilprogettosostenibile.it/2016/02/18/il-progetto-locale-coscienza-di-luogo-e-autosostenibilita/

Scudo G., Clementi M. (2015), “Local productive systems planning tools for bioregional development”, paper to 7th International Aesop Sustainable Food Planning Conference Proceedings, Torino, 7 – 9 October.

Wolman, A. (1965), “The Metabolism of Cities”, Scientific American, 213(3), 156-174.

 

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