Giornale on-line dell'AISRe (Associazione Italiana Scienze Regionali) - ISSN:2239-3110
 

Riviste diverse per pubblici diversi. Una riflessione sull’esperienza ROARS

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di: Alberto Baccini, Paola Galimberti

EyesReg, Vol.7, N.4, Luglio 2017

Numero speciale: Le riviste on-line nelle scienze socioeconomiche e territoriali. A cura di D. Musolino, G. Fini (guest editor), P. Rizzi.

 

 

Il mezzo digitale ha cambiato profondamente le modalità con cui l’informazione scientifica viene prodotta, validata, condivisa, fruita, commentata, disseminata. Le esperienze descritte in questo contributo rappresentano due delle (molteplici) possibili forme attraverso cui comunicare l’informazione scientifica, ed hanno come filo conduttore l’idea che la discussione all’interno delle comunità scientifiche debba essere pubblica e trasparente. In questo senso l’uso di piattaforme, software e standard aperti è stato il loro punto di partenza e ne è il punto di forza.

 

ROARS. Il blog

ROARS è un blog/rivista divulgativa nato alla fine del 2011 con l’intento di costruire uno spazio pubblico di analisi e discussione informata sulle politiche dell’università e della ricerca in Italia. Roars è l’acronimo di Return On Academic ReSearch e allude, ironicamente, a un indice utilizzato per valutare la redditività dell’investimento di un’impresa, ossia il ROI – Return On Investment.

I suoi fondatori hanno a suo tempo registrato un vuoto informativo sui temi delle politiche della ricerca, in cui poche figure fungevano da opinion-makers orientando l’opinione pubblica e le politiche del Ministero, sulla base di analisi mal supportate da evidenze esplicite e che facevano spesso riferimento a dati poco controllati o mal letti.

Fin dall’inizio obiettivo della redazione è stato di adottare un controllo dei dati e dei fatti (fact checking) rigoroso, proponendo, in alternativa alle considerazioni degli opinion-makers, una lettura contestualizzata e nella maggior parte dei casi comparativa di fatti, fenomeni, numeri e dati.

Gli argomenti selezionati per la pubblicazione sono sia di carattere nazionale, riferiti alle politiche sull’università e sull’istruzione più in generale, a reclutamento, finanziamento, valutazione della ricerca e della didattica, a valutazione delle persone e delle strutture; sia di respiro internazionale, considerando temi come i ranking e soprattutto le metriche utilizzate nei diversi sistemi di valutazione, la peer review e gli effetti della valutazione sui sistemi della ricerca. L’idea sottesa è stata quella di fornire ai lettori, soprattutto quelli non specialisti, degli strumenti per una lettura informata di ciò che avviene dentro e fuori dal nostro Paese.

Per realizzare gli obiettivi che ci si era proposti sono state arruolate nel comitato di redazione diverse professionalità, di discipline diverse, con funzioni e con competenze diverse nel sistema della ricerca. La redazione nel suo insieme vede, commenta e considera tutte le proposte che vengono dall’esterno, e discute collegialmente anche le proposte dei propri membri. Tutti i contributi vengono sottoposti al giudizio collegiale della redazione che decide se pubblicarli, se chiedere una revisione dopo aver formulato suggerimenti, o se respingerli. In alcuni casi, quando le competenze interne non sono sufficienti, vengono anche richiesti pareri esterni. Le regole sulla gestione del blog sono esplicitate in un testo che si compone di 13 punti “A proposito di come funziona ROARS: regole di condotta e politiche editoriali”.

Il blog prevede che gli utenti registrati possano commentare gli articoli proposti. Anche su questi la redazione effettua un controllo su qualità e correttezza formale degli interventi.

Il blog è realizzato su piattaforma wordpress , utilizzando il tema wpzoom.

ROARS pubblica in media un articolo al giorno, con doppie uscite previste in casi che si ritengono particolari ed urgenti. Settimanalmente viene pubblicata la Newsletter che riassume tutti gli interventi della settimana. E’ la Newsletter che la Redazione ha deciso di considerare come rivista, ed è appunto in questa sua forma settimanale che il blog viene considerato una rivista online, con periodicità definita.

ROARS è diventato in questi anni una fonte di informazione per i diversi attori del sistema della ricerca (persone, istituzioni, enti finanziatori, e persino Ministeri). Ha una platea notevole di lettori e collaboratori. Nel corso di questi sei anni [dati aggiornati al giugno 2017] ha pubblicato 3.200 post, scritti da poco più di 300 autori. I post hanno ricevuto 42.000 commenti che sono stati inviati da una platea di 18.779 utenti registrati che ricevono anche la Newsletter. Complessivamente, il blog ha raggiunto quasi 18 milioni con una media di 10.000 letture al giorno (Figure 1 e 2). Le attività del blog sono disseminate sui social network. In particolare la redazione gestisce una pagina Facebook e modera un gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/222457594480176/ che conta circa 15.000 membri; gestisce inoltre un account twitter  https://twitter.com/Redazione_ROARS con circa 3.200 follower.

 

Figura 1. Numero di letture annuali del blog www.roars.it

 

Figura 2. Numero di letture giornaliere medie (2011-2016) del blog www.roars.it

 

ROARS: RT la rivista

Poco dopo aver avviato il blog ci si è resi conto che in Italia non esisteva una sede di pubblicazione in cui venissero affrontati sistematicamente e in maniera scientifica e rigorosa i temi oggetto di discussione nel blog.

Nel 2013 ROARS ha quindi fondato RT. A journal on research policy & evaluation. RT è una rivista online, ad accesso aperto e a periodicità annuale, che utilizza il software Open Journal System e si appoggia alla piattaforma di e-publishing dell’Università degli Studi di Milano a cui afferiscono tre dei redattori di ROARS.

Si è scelto di utilizzare questa piattaforma perché già ben avviata con le sue 26 riviste, indicizzata e ben visibile dai motori di ricerca, e perché si poteva contare sulla assistenza di personale esperto per quanto riguarda la indicizzazione dei contenuti e la loro disseminazione ampia.

La rivista si è dotata di un comitato editoriale internazionale che comprende molti esperti negli ambiti trattati (bibliometria, politiche della ricerca, sistemi della ricerca, sistemi di valutazione, valutazione qualitativa e quantitativa, diritto d’autore, open access) e di un comitato editoriale locale che gestisce i processi editoriali (in particolare la peer review). Il sistema di peer review, di cui la piattaforma traccia ogni singola azione, prevede che ogni articolo sia rivisto da almeno due (spesso tre) reviewer. L’utilizzo della piattaforma online che elimina quasi del tutto lo scambio di file e comunicazioni via mail ha reso più veloce che nel mondo cartaceo le procedure di validazione degli articoli, anche se i tempi di revisione potrebbero essere ulteriormente migliorati. Fra ricezione della proposta e acquisizione dei report di revisione possono passare tre o quattro settimane. Spesso gli articoli vengono però sottoposti ad un secondo giro di revisione, così, prima di un paio di mesi è difficile che un articolo veda la luce. Gli articoli, una volta approvati, vengono contestualmente pubblicati in un fascicolo che viene chiuso alla fine dell’anno, questo permette di salvaguardare la periodicità e il riferimento ad anno e numero della rivista (per ora ancora importanti nell’ambito della valutazione), ma anche la necessità che una ricerca veda la luce il prima possibile, senza dover aspettare che tutti i contributi del fascicolo siano stati validati.

La rivista accetta contributi in inglese e in italiano, ed ha una interfaccia bilingue per cui si può facilmente passare da una lingua all’altra. Come richiesto dalle principali banche dati che indicizzano le riviste, RT si è dotata di un codice etico ispirato alle linee guida di COPE (Committee on Publication Ethics).

Per i numeri a tema vengono lanciate call ad hoc gestite da guest editor esperti del tema specifico.

Accogliendo con convinzione le idee connesse all’accesso aperto, la redazione ha voluto che la rivista fosse presente nelle principali banche dati di riferimento, per cui è presente nella Directory of Open Access Journals da cui ha anche ricevuto il SEAL, un particolare riconoscimento alla apertura e alla trasparenza delle politiche editoriali.

Nonostante si occupi in maniera scientifica e analitica delle stesse tematiche affrontate nel blog, RT stenta a decollare. Gli esperti di politiche della ricerca e di valutazione (pochi a dire il vero nel nostro paese) preferiscono i canali internazionali ancorché ad accesso chiuso, perché garantiscono quegli indici e quel prestigio che è diventato indispensabile per la carriera. Non vengono così colte purtroppo le potenzialità offerte dall’accesso aperto (elemento originale di RT rispetto a sedi analoghe) per una discussione ampia e condivisa, che dovrebbe essere uno dei punti di forza della universitas.

Le statistiche d’uso della rivista (che oscillano fra i 200 e i 300 download al mese) non sono neppure lontanamente confrontabili con quelle del blog (si veda la figura 3). Il pubblico, anche se in parte sovrapponibile a quello del blog, affronta certamente gli articoli della rivista con un atteggiamento diverso, meno legato alla curiosità o alla ricerca di informazioni utili alla risoluzione di questioni contingenti, e più connesso invece a necessità di approfondimento e di comprensione dei fenomeni. Certamente i lettori della rivista sono gli esperti a cui ci si riferiva più sopra.

 

Figura 3. Numero di download annuali da RT. A Journal on Research Policy and Evaluation

 

RT, nonostante si sia cercato di cogliere le opportunità del mezzo digitale, non ne ha ancora sfruttato completamente le potenzialità. In particolare le opportunità offerte dalla revisione paritaria aperta, come discussione in progress e uso pubblico della ragione.

Conclusioni

Dalla breve descrizione dei due canali di comunicazione scelti da ROARS appare evidente come le potenzialità offerte dal digitale siano sfruttabili veramente e pienamente solo quando le risorse sono non solo ad accesso aperto, ma rispondono anche ai precisi requisiti tecnologici (standard e protocolli) e formali (etica e trasparenza dei processi) richiesti in ambito internazionale. Nonostante la gestione dei due canali sia complessa per le esigue forze della redazione, l’intenzione è quella di tenerli attivi entrambi, ciascuno con la propria specificità e col proprio pubblico, cercando, per quanto riguarda la rivista, di passare quanto prima a forme di revisione e validazione aperte.

 

Alberto Baccini e Paola Galimberti

 

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